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giovedì 2 febbraio 2012
Clamoroso, Tevez potrebbe addirittura lasciare il calcio
Spesso si viene etichettati con troppa facilità, poi cambiare la realtà apparente, diventa un'impresa titanica. Secondo quanto raccolto da MilanNews.it da fonti argentine molto vicine al calciatore l'uomo non è come i media italiani lo raccontano al grande pubblico. Carlitos non ha mai avuto alcun problema in nessuna società in cui è stato, ad esclusione del rapporto poco felice creatosi con Roberto Mancini. Il 'mal di pancia' nasce dalla volontà di rompere con il City e lasciare di conseguenza l'Inghilterra perché la dolce metà dell'Apache aveva voglia di abbandonare il Regno Unito. Il 5 febbraio Tevez compirà 28 anni. Avete capito bene. A molti verranno in mente le dichiarazioni dello stesso attaccante che accennò di poter smettere proprio a 28 anni. L'indiscrezione sta proprio nel futuro prossimo dell'ex Boca. Amici intimi rivelano che gli investimenti compiuti da Carlos negli anni gli permetterebbero di vivere già da domani di rendita. I soldi non gli sono mai mancati, allo stesso tempo li ha gestiti con oculatezza tanto da poter garantire un ottimo futuro a livello economico ai figli dei figli dei figli... L'argentino non è interessato dunque all'offerta economica tanto da aver rifiutato le decine di milioni offerti dagli sceicchi del PSG. La volontà del ragazzo prima che del calciatore Tevez è quella di trascorrere il proprio futuro vicino alla famiglia e agli amici, come trapelò dalla stessa intervista sopracitata. Il Milan per l'Apache sarebbe stata un'opportunità, l'unica scelta gradita sopra qualsiasi altra società. I rossoneri, allo stesso tempo, l'ultima squadra di una carriera ricca di gioie e vittorie. Milanello sarebbe stata la sua nuova casa solo per una stagione prima del rientro in Sudamerica, parole che a Galliani (chiaramente) non sono mai state riferite. Come sarà il suo futuro? Oggi Carlos Tevez è molto contrariato con la dirigenza dei citizen per il mancato trasferimento tanto che starebbe pensando ad un ritiro anticipato dal calcio giocato. Sappiamo come il pallone sia in continua evoluzione, fonti però vicine all'uomo Carlitos sottolineano la possibilità concreta di abbandono del calcio. Questa decisione sarebbe dettata dal muro che il City ha eretto davanti alla possibilità di trasferimento. L'addio si tradurrebbe con la perdita di molti soldi per le casse inglesi. Scontro. Sgarbo. Sabato sera Carlos Tevez sarà in Argentina per partecipare alla partita di addio al calcio di un amico come Martin Palermo. Voci di mercato rimandano il trasferimento Tevez-Milan a giugno, stando a quanto appreso sarebbero rumors del tutto infondati. Tevez starebbe così pensando ad abbandonare definitivamente il calcio. Il procuratore è l'unico al momento a spingere affinché ciò non avvenga. Se il tempo farà cambiare idea a Tevez, la soluzione ultima sarebbe il suo amato Boca Juniors.
sabato 28 gennaio 2012
Liga, altra vittoria in rimonta per il Real: Zaragoza battuto 3-1
E con oggi sono tre le partite consecutive in cui il Real si è trovato in svantaggio nella Liga Spagnola. Ancora una volta però le merengues hanno confezionato un recupero praticamente senza affanni, anche se questi sono numeri che non possono far felice Mourinho, in particolare se si guarda la caratura delle avversarie di questo particolare trittico: Mallorca, Bilbao ed oggi Zaragoza. Alla fine la partita si conclude con il risultato pronosticabile alla vigilia per il più classico dei testa-coda.
APRE LAFITA, PAREGGIA KAKA' - La partita inizia con il Real che prova a mettere subito in chiaro la disparità di forze in campo: Ronaldo ci prova con una violenta punizione dalla sinistra ma il suo destro finisce a lato, sebbene di poco. Passano cinque minuti e Benzema si divora un goal praticamente fatto, sparando fuori di testa un perfetto assist del portoghese proveniente dalla sinistra. Mani nei capelli per Mourinho che non si capacita dell'errore del suo centravanti. Al 11' il Real va sotto: clamorosa ingenuità della difesa di casa che si addormenta su un calcio di punizione battuto velocemente dalla tre quarti e viene completamente messa fuori causa dall'assist di Aranda, che taglia metà la retroguardia e consente a Lafita il più facile del tap in. La riscossa è affidata a Granero, che penetra in area con un'azione personale ed è steso da un doppio intervento di Dujmovic-Obradovic, ma l'arbitro non se ne avvede e lascia giocare, negando un rigore piuttosto netto al centrocampista spagnolo. Al 27' Kakà si mette in luce avvitandosi con perfetta coordinazione su invito da fermo di Ozil ma il suo colpo di testa finisce di pochissimo fuori, dando l'illusione del goal ai tanti tifosi accorsi al Santiago Bernabeu. Il pareggio arriva cinque minuti dopo, grazie proprio al brasiliano, bravo a sfruttare al massimo un delizioso passaggio filtrante di Ronaldo, che lo pesca a tu per tu con Roberto. Il brasiliano ha il tempo di stoppare, guardare il segnalinee per un controllo sulla posizione rispetto alla linea del fuorigioco e battere l'estremo difensore giallonero con un morbido destro che gonfia la rete. All 37' Ronaldo ha un'altra occasione per mettere fine al suo digiuno di goal da calcio di punizione, ma il sortilegio continua ed il pallone è di poco alto sulla traversa di Roberto. A pochi minuti dal duplice fischio la difesa di casa si complica la vita con un pasticcio in mezzo all'area di rigore: dapprima Carvalho regala una rimessa al Zaragoza, poi Pepe pecca di sicurezza rischiando di farsi rubare palla in area piccola, cavandosela però con un rischioso dribbling sulla linea di fondo. Finale di tempo all'attacco per i Galacticos che provano l'affondo con Altintop ma il Zaragoza si chiude bene e va al riposo sul pareggio.
AL REAL BASTANO 10' - La ripresa inizia con un vero e proprio assedio degli uomini di Mourinho alla porta di Roberto, con il Real che costruisce tre palle nitide per il vantaggio solo nei primi 120 secondi gioco, non riuscendo tuttavia a trasformarle in rete. Goal che arriva al 4' di gioco, un'azione da manuale: Granero, servito da Benzema, vede l'inserimento sulla destra di Ozil e lo serve sulla corsa. Il tedesco crossa teso e rasoterra al centro dove arriva Ronaldo per l'appoggio in rete, nell'imitazione di una delle più classiche azioni rugbistica. Meta raggiunta dopo soli 49' per le merengues, che si portano in vantaggio. Passano solo 6 minuti ed il Real si porta sul 3-1, grazie ad una sassata mancina di Ozil, che beffa sul primo palo Roberto su perfetto invito di Kakà. All'ora di gioco primi cambi del match, con Jimenez che si gioca il tutto per tutto inserendo Postiga per Micael, tra i peggiori in campo, e Barrera per Aranda. Mourinho risponde inserendo Diarra per Alonso, applaudito da tutto il Bernabeu, con il nazionale spagnolo non esattamente entusiasta della sostituzione decisa dal tecnico portoghese. Pochi minuti dopo, fuori anche Kakà, tra i protagonisti della partita, e spazio al giovane Callejon. Come spesso accade quando entra, l'ex Espanyol non ci mette molto a farsi notare, provando la conclusione da fuori area su cui Roberto è però attento. Al 70' il Zaragoza prova a riaprire la partita con un contropiede fulmineo che porta Postiga a tu per tu con Casillas: il suo sinistro tuttavia è ben respinto dal Capitano madrileno. Pochi secondi dopo ultimo cambio per Mourinho che toglie Benzema ed inserisce Higuain. Al 75' Ronaldo sciupa l'occasione di arrotondare ulteriormente il punteggio, saltando senza problemi Roberto ma facendosi recuperare da Obradovic che con una spallata non priva di malizia atterra il portoghese e salva la propria porta. Inutili quanto ingiustificate le proteste dell'ex Pallone d'Oro. Gli ultimi minuti di gioco non regalano particolari emozioni, ed il Real incamera gli ennesimi tre punti in rimonta, per il Zaragoza situazione di classifica sempre più difficile, anche se non era certo oggi che la squadra di Jimenez doveva vincere.
Doppio Matri: la Juventus resta in vetta
Una doppietta di Matri - intervallata dal gol di Floro Flores - permette alla Juventus di battere l'Udinese nel big match della prima giornata di ritorno facendo scivolare i friulano a - 6 dalla vetta e mantenendo il primo posto in classifica indipendentemente dal risultato del Milan contro il Cagliari.
Subito grande ritmo in campo allo Juventus Stadium nonostante la fitta nevicata su Torino. Udinese e Juve si affrontano a viso aperto senza tatticismi dando vita ad una sfida vivace e ricca di spunti nelle battute iniziali. I padroni di casa dopo appena due minuti potrebbero addirittura passare in vantaggio con Estigarribia che taglia alle spalle della difesa friulana ricevendo il pallone da Matri, la sua conclusione appena entrato in area è però deviata da Handanovic in uscita che salva la propria porta in maniera decisiva. La risposta dell'Udinese arriva al quarto d'ora con Abdi prima e Armero poi che impegnano severamente Buffon alla deviazione in angolo. La Juve quando si riesce a distendere in contropiede punge in maniera pericolosa, ma Handanovic si dimostra sempre attento uscendo in maniera tempestiva su Matri ed anticipandolo al momento del tiro. Le due squadre giocano a ritmi elevatissimi su un campo che tiene molto bene regalando repentini cambi di fronte grazie al movimento di punte ed esterni. La Juve crea di più, ma manca di uno stoccatore in area di rigore, mentre l'Udinese fatica a liberare al tiro Di Natale, ben controllato dai centrali piemontesi. La maggiore pressione della Juventus da i suoi frutti a pochi minuti dallo scadere della prima frazione: Estigarribia mette in mezzo un bel pallone dalla sinistra per Quagliarella che di testa gira a rete, Handanovic con un riflesso devia il pallone che però finisce sui piedi di Matri lestissimo ad insaccare alle spalle del portiere e portare avanti i padroni di casa.
Anche nella ripresa la gara non sembra risentire del clima rigido con le due squadre che danno grande spettacolo. Apre le ostilità Vidal al 54° con un tiro che sibila sopra la traversa di Handanovic. La risposta dell'Udinese è immediata: Di Natale un minuto dopo infatti sfiora il pari con un bel tiro dal limite che finisce di poco a lato. Il gol è nell'aria e arriva al 55° con Floro Flores che - liberato da Isla al limite - controlla e mette alle spalle di Buffon con un preciso destro a girare. La Juve accusa il pareggio e si apre troppo ai contropiedi dei friulani che vanno vicini al raddoppio con Di Natale. Nel momento migliore dell'Udinese è però la Juve a passare nuovamente: Matri riceve dal neo entrato Marchisio, controlla bene e si libera - eludendo con facilità la marcatura di Ferronetti - al tiro battendo nuovamente Handanovic con un preciso diagonale rasoterra. L'Udinese pur soffrendo un po' in difesa cerca di andare nuovamente all'assalto della porta juventina alla ricerca del pari con Guidolin che inserisce anche Battocchio passando al 4-3-1-2. La Juventus invece cerca di gestire il vantaggio rallentando il ritmo della gara, senza però rinunciare a pungere dalle parti di Handanovic. La partita non regala ulteriori brividi - se non quelli di freddo - nonostante l'Udinese si getti in avanti con grande generosità.
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