mercoledì 15 febbraio 2012
Champions: Lacazette spegne l'Apoel
Vittoria col minimo scarto per il Lione nell'andata degli ottavi di Champions League contro la favola del torneo Apoel Nicosia. Partita dominata in lungo e in largo dai francesi capaci di creare numerose occasioni da rete senza sfruttarle e senza concederne. Il muro cipriota tiene fino al 58' quando Lacazette si inventa la rete dell'1-0 finale trafiggendo Chiotis con un destro a giro deviato. Nel finale Briand e Bastos falliscono il raddoppio.
LA PARTITA
E' ambientato a Lione il nuovo capitolo della favola dell'Apoel Nicosia, prima squadra cipriota a raggiungere gli ottavi di Champions. Non è arrivata una clamorosa vittoria allo Stade de Gerland ma l'1-0 firmato da un'invenzione di Alexandre Lacazette non ha spento l'entusiasmo dei 4mila sostenitori giunti dall'isolotto nel Mediterraneo. Una fermata, un paragrafo finito con un retrogusto dolceamaro che però non mette ancora la parola fine al capitolo, anzi. Rimanda lo spettatore alla gara di ritorno quando al GSP Stadium di Nicosia tutto, ma proprio tutto, assumerà i contorni di una bolgia infernale.
Certo i valori in gioco sono diametralmente opposti e il campo l'ha dimostrato ampiamente. Venti tiri per il Lione, uno per l'Apoel scoccato da Manduca a una manciata di secondi dal triplice fischio finale. Nei restanti novanta minuti invece il gioco l'ha comandato la squadra di Remi Garde, tanto dominante quanto sterile al momento di venire al dunque. Bastos e Lacazette hanno fatto fuoco e fiamme sugli esterni, scambiandosi spesso e volentieri la fascia per mandare in tilt l'ordinata difesa cipriota, anche se di cipriota in campo la squadra di Nicosia ha ben poco. Nemmeno l'allenatore. Il banco però è saltato solo grazie a un'invenzione di Lacazette a inizio ripresa. Palla filtrante di Cris, stop sulla sinistra dell'esterno e destro a giro che - con una deviazione - sorprende Chiotis. La fortezza di Jovanovic però non perde altri colpi, resiste su Lisandro Lopez e su Bastos tornando a casa con un solo gol da recuperare. Difficile ma non impossibile per una squadra capace di battere Porto e Zenit davanti al proprio pubblico spedendo in Europa League i portoghesi. Servirà quel qualcosa in più però, un pizzico di coraggio o forse di incoscienza per gettare il cuore oltre l'ostacolo. La trasferta in Francia, come promesso alla vigilia, non è stata una gita: niente Tour Fourvier o Place Bellecour per Charalambides e compagni. Per concludere un altro capitolo della favola con un lieto fine però, serve la firma d'autore. E non è detto che non possa arrivare a Nicosia dove Piazza di Faneromeni sarebbe una scenografia dannatamente perfetta. Il Lione è avvisato.