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venerdì 17 febbraio 2012

IL BOLOGNA UMILITA L'INTER A SAN SIRO 0 - 3 IL FINALE!

A San Siro, l'Inter crolla di nuovo e questa volta a beneficiarne è il Bologna. Maicon va vicino al vantaggio, ma i rossoblu puniscono i nerazzurri grazie al capitano Di Vaio che nel giro di un minuto (38' e 39') segna una doppietta. Zanetti e compagni non riescono nella ripresa a creare pericoli significativi. Il punto esclamativo lo mette anzi Acquafresca, che firma il 3-0 all'84'. L'Inter, uscita tra i fischi, è alla quarta sconfitta in 5 gare. LA PARTITA E' un'Inter fiera dei suoi recenti errori quella che affronta il Bologna. Il primo tempo scioccante giocato contro il Novara sembra non abbia insegnato nulla ai nerazzurri che giocano a ritmi lenti e compassati anche contro i rossoblu di Pioli. Gli emiliani si limitano a contenere un possesso palla assolutamente sterile dei padroni di casa: d'altronde è un po' pretenzioso che Zanetti e Cambiasso, abili in interdizione e a fare il "lavoro sporco", possano anche essere le fonti del gioco. Se ne accorge anche Ranieri che alla mezz'ora trasforma il 4-2-3-1 in un 4-3-1-2 con Forlan in posizione di trequartista e Sneijder ad affiancare Pazzini. Quando le cose non girano, puntualmente si capitola appena se ne presenta l'opportunità: l'Inter, che era andata vicino al gol in un paio di occasioni con Maicon (nella prima il brasiliano aveva schiacciato la palla negli unici centimetri di porta presidiati da Gillet) incassa un uno-due micidiale del Bologna nel giro di un misero minuto. La firma è del capitano Di Vaio che capitalizza prima una sgroppata di Ramirez e uno svarione collettivo della retroguardia interista, poi un'amnesia colossale di Ranocchia che sbaglia il più elementare degli stop lasciando l'attaccante libero di infilare nuovamente Julio Cesar. Nella ripresa, la squadra di Ranieri non si riprende dallo shock e non riesce a creare i presupposti per una rimonta. La Benamata non ha né la forze né le idee né soprattutto la qualità negli effettivi per reagire come accadeva in passato e produce a malapena un colpo di testa con Ranocchia disinnescato da Gillet e una ciccata con Forlan. Il tecnico testaccino prova disperatamente a mischiare le carte, mettendo anche giocatori fuori ruolo: inserisce Poli al posto di uno spaesato e fischiato Forlan e, dopo qualche minuto anche Castaignos lasciando Zarate in panchina. Il forcing dell'Inter non sortisce alcun risultato e anzi Acquafresca chiude la pratica. Impietosa e senza appello. Troppo facile criticare ora la formazione di Ranieri, ma emergono dei dati incontrovertibili: il mercato dell'Inter era ancora una volta accomodato a bordocampo (Palombo e Poli) o in infermeria (Guarin). E' la formazione con meno cartellini gialli di tutta la Serie A e questo significa che spesso sono mancati anche gli attributi. Dopo il Novara, arriva un'altra batosta che impone altre interminabili riflessioni per il quarto ko in cinque gare. Occorreva ritrovare fiducia in vista della Champions, mentre adesso sarà durissima rimettere insieme i cocci di una squadra che non esiste più, in nessuno dei suoi reparti. Gli emiliani sbancano il Meazza dopo dieci anni e si portano a +7 sulla zona che scotta. Ma è sembrato veramente troppo facile infierire su un pugile mai pago di incassare cazzotti della buonanotte. Ma le notti più lunghe saranno quelle di Ranieri e di Moratti che al 20' del secondo tempo ha preferito andarsene e risparmiarsi l'ultima parte del supplizio, compresi i fischi assordanti di San Siro.