domenica 5 febbraio 2012
Miccoli-Budan, il Palermo è super
La legge del 'Barbera' interrompe i sogni di gloria dell'Atalanta, che esce sconfitta da Palermo per 2-1. La squadra di Mutti, rivitalizzata dalle ultime uscite, gioca una partita maschia a va in vantaggio al 29': Miccoli si procura un calcio di rigore (espulso Consigli) e realizza l'1-0. L'Atalanta soffre l'inferiorità numerica e al 49' Budan la punisce per la seconda volta. Moralez riaccende la speranza al 56', ma il Palermo resiste.
LA PARTITA
Registrato ormai il cambio in panchina, anche l'atteggiamento sembra aver preso la piega giusta. Il Palermo di Bortolo Mutti è una creatura nuova, gagliarda. Una squadra con l'anima. Finalmente. I rosanero vincono una partita difficile, sbagliando tanti gol ma reggendo l'urto fino al 90'. Senza eccessive distrazioni, con una sofferenza quasi naturale. Dieci punti nelle ultime quattro partite sono l'esempio tangibile di un percorso di crescita cui nessuno sembrava dar credito. E invece, guidato da un Miccoli in formato extralusso, il Palermo vince e convince. Partendo forte sull'acceleratore, variando il ritmo, ficcandosi nei varchi che l'Atalanta – in 10 per buona parte del match – gioco forza è costretta a concedere.
Senza Ilicic (relegato in panchina per l'occasione), la squadra di casa sviluppa la manovra a sinistra, dove Balzaretti e Bertolo sono una costante spina nel fianco. Miccoli ruota attorno a Budan, solo Zahavi perde il senso dell'orientamento. Non è il solo per la verità. Sull'altro fronte, infatti, è Consigli a rendersi protagonista di un'uscita sconsiderata che manda al suolo Miccoli e fa calare sull'Atalanta una grossa mannaia. L'espulsione del portiere, condita da un calcio di rigore imbucato dal salentino, mette un po' di pepe su una partita contratta ed equilibrata. La Dea fatica a riorganizzarsi e solo Frezzolini la tiene in vita con un paio di prodigi prima dello scadere del tempo. Fra gli acquisti invernali di Zamparini, stupisce Donati, abile in cabina di regia e attento in copertura. Assecondato da Barreto e Bertolo, che corrono, inseguono e regnano in mezzo al campo.
L'Atalanta è ancora alla ricerca di una qualche contromisura, che Budan (utilissimo alla causa) spedisce dentro il 2-0 da pochi passi. E' il 4' della ripresa, con Frezzolini costretto a travestirsi da Superman ma impotente di fronte all'incedere delle occasioni. Il Palermo ringhia e prova a dilagare, ma il palo dice di no a Silvestre. Gabbiadini si ricorda di essere un talento emergente del nostro calcio. Così, dopo una gara d'assoluto anonimato, trova un varco sulla sinistra e recapita a Moralez l'inatteso regalo da spacchettare: 1-2. E qui viene a galla un Palermo nuovo: che non rinnega le ripartenze veloci (su una di queste Bertolo colpisce anche la traversa) ma non dimentica di soffrire. Lo fa bene, stringendo le maglie a centrocampo e proteggendo l'area. Con una buona dose d'attenzione anche da parte dei terzini. Lo spirito di Colantuono (espulso per proteste) pervade comunque i suoi uomini, bravi a crederci e mandare in area di tutto. Viviano fronteggia Moralez, Ilicic – sciagurato – manca l'occasione dell'allungo. Stavolta conta meno. Il Palermo è diventato grande: nona vittoria stagionale fra le mura amiche. L'Atalanta, da par suo, è un po' Denis-dipendente ma non muore mai. Esame superato, per entrambe.